Si chiamano “Orridi” ma… Sono bellissimi!!!

Tempo fa avevo scritto un post sulle bellezze naturalistiche della Val d’Ossola…

Ma il luogo di cui parlo oggi merita davvero un approfondimento a parte.

Gli Orridi di Uriezzo sono gole scavate nel granito dall’erosione provocata dal ritirarsi del ghiacciaio del Toce, che durante l’ultima glaciazione ricopriva la Valle Antigorio con uno spessore di oltre 1000 metri.

I segni lasciati dall’azione erosiva e dai torrenti che scorrevano sul fondo del ghiacciaio sono tra i più evidenti e complessi che si possano trovare tra le Alpi: il gradino roccioso di Premia è stato inciso ad una profondità di 160 m, in una zona lunga circa 3 km.

La particolarità degli Orridi di Uriezzo è che il torrente che li ha generati non scorre più sul fondo di questo piccolo “Canyon piemontese” quindi è possibile (salvo in inverno e dopo piogge abbondanti) percorrerlo agevolmente a piedi.

Il percorso è adatto anche ai bambini: per la maggior parte pianeggiante, nei tratti in salita si trovano passerelle e scalette in metallo.

Si parla di Orridi, al plurale, perché il percorso si snoda in tre punti: l’Orrido Sud, il più spettacolare, è una gola lunga circa 200 metri e profonda da 20 a 30; l’Orrido Nord-Est, molto stretto in alcuni punti, è lungo circa la metà del primo e profondo 10 metri; l’Orrido Ovest, meno caratteristico degli altri due ed indicato per i più esperti, si trova a lato della mulattiera che da Uriezzo sale verso la strada statale tra Baceno e Premia.
Esiste poi un quarto orrido, detto di Vallaccia, che si trova sotto la Chiesa di Baceno, ma è di difficile accesso e termina con un salto sul torrente Devero.

Una vota iniziato il percorso da uno dei tre punti di accesso, si cammina a naso all’insù attraversando una serie di gole, fenditure e grandi cavità subcircolari collegate tra loro da stretti e tortuosi passaggi.

Le pareti sono un meraviglioso susseguirsi di nicchie, volute e scanalature.

Guardandole si può immaginare la forza della natura, la spinta dei torrenti e delle cascate che nel tempo hanno levigato le forme stravaganti di queste pareti verticali, che in alcuni punti si avvicinano a tal punto da non permettere quasi la vista del cielo, decine di metri più in alto…

Io li ho visitati proprio nei primi mesi di gravidanza, in un caldo pomeriggio d’estate…

Inutile dire che il microclima fresco degli Orridi e dei boschi circostanti è stato piacevolissimo!

Come anticipato, ci sono tre diversi punti di accesso; io sono arrivata da Verampio, dopo aver parcheggiato gratuitamente nei pressi della centrale elettrica.

Come punto di riferimento si passa vicino ad una trattoria, si attraversa il ponte sul torrente Devero e si arriva ad un altro punto di interesse: le Marmitte dei Giganti, in località Maiesso.

Ancora una volta, lo spettacolo della natura è un “regalo” dell’erosione e dei detriti trascinati vorticosamente dalle correnti, che hanno modellato e levigato le rocce dando origine a queste particolari cavità semicircolari dall’aspetto morbido e sinuoso, dove il fiume scorre a tratti sottoforma di rapide e piccole cascate per poi rallentare il suo corso in verdissime pozze.

Visitate le Marmitte dei Giganti abbiamo poi semplicemente seguito la segnaletica per gli Orridi.

Al termine dell’escursione, anziché ripercorrere il cammino al contrario, abbiamo deciso di tornare alla macchina prendendo un sentiero in salita, che purtroppo non saprei più indicare, comunque ben segnalato.

Un cartello avvisava di tratti molto esposti, ma in realtà (se non per bambini particolarmente difficili da contenere) non ho trovato grandi pericoli o difficoltà, ed è una possibilità per allungare il percorso godendo di un bel panorama montano…

Altri punti d’accesso:

È possibile raggiungere gli Orridi, in 20-30 minuti a piedi anche da Premia, che è l’accesso più consigliato (tra l’altro, con una breve deviazione da qui è possibile visitare anche l’imponente Orrido di Arvera).

Fuori dal centro abitato si raggiunge in auto la parete di arrampicata di Balmafredda in frazione Crego.

Lì si può lasciare l’auto a bordo strada, oppure proseguire fino all’oratorio di Santa Lucia, ma il parcheggio è piuttosto piccolo.

Altra possibilità è passare dal paese di Baceno, seguendo la mulattiera – in parte lastricata e in parte scavata nella viva roccia – che dalla chiesa monumentale di San Gaudenzio scende fino alla Frazione Verampio. Una volta giunti al bivio segnalato da frecce escursionistiche, si prende il sentiero a sinistra che attraversa in piano una zona di bosco terrazzato e poi scende fino ad incrociare la pista di servizio al metanodotto nel tratto che corre parallela all’Orrido Sud.

Buona escursione!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...