“Bhe dai poi ti racconterò meglio” ovvero di come la mammitudine ti cambia i rapporti sociali.

Purtroppo si sa, in certi momenti della vita le amicizie, anche di lunga data, possono per vari motivi “variare frequenza”, prendere il largo, perdersi un po’ – almeno delle piccole cose quotidiane – pur rimanendo “in stand-by” o a distanza.

E se la tua migliore amica già vive in un’altra regione ed è sempre di corsa, e già prima incastravate le telefonate approfittando dei tempi morti dei lunghi spostamenti di entrambe, la nascita di un bimbo può almeno in parte destabilizzare questo equilibrio…

Soprattutto i primi tempi tutti iniziano le telefonate quasi a bassa voce: “Puoi? Non ho svegliato la piccola? Spero di non disturbarti, non é che dormivi”?!?

Insomma, qualcosa cambia, e nel mio caso, complice anche il fatto che già prima del lieto evento avevo cambiato città, forse questa sensazione è stata un po’ amplificata, perché volenti o nolenti non ci si vede e non ci si sente come prima.

Mi è capitato di aver visto un po’ allentati i contatti con le amiche che non hanno figli, e spero sia naturale anche per la difficoltà stessa di gestire la vita sociale, e di non essere invece diventata io noiosa e monotematica…

D’altra parte invece mi sono sentita accolta nel “club” delle mamme, con telefonate e interessamenti da parte di persone che prima sentivo con minor frequenza…

Nel caso della mia amica di sempre, diventata per la seconda volta mamma due mesi prima di me, il rapporto che per motivi di studio e di lavoro aveva da tempo cambiato frequenza, perdendo la quotidianità a cui eravamo abituate, ha trovato una nuova spinta, e in primo luogo con lei ho provato la naturalezza da parte di entrambe nel troncare velocemente una telefonata per una poppata, un rigurgito o un cambio di pannolino.

Inutile dire che da quando le due teppistelle, che casualmente portano quasi lo stesso nome, si muovono in autonomia, e da quando entrambe abbiamo ripreso il lavoro (lo stesso ovviamente), le telefonate hanno ripreso ahimè a farsi più rade, ma il bello di un’amicizia di lunga data è che sai che in fondo si riprende con naturalezza da dove ci si era lasciate.

E poi ho appurato che gradualmente viene spontaneo e naturale cercare una nuova rete di amicizie legate alla maternità, ed è bello creare praticamente dal nulla un rapporto vero e profondo, basato sulla vicinanza, la comprensione e il sostegno, e sperare che anche i bimbi possano, crescendo, diventare amici.

Con le mie Amiche di pancia ho sperimentato che condividendo qualcosa di importante può bastare davvero poco per sentirsi vicine e sostenersi a vicenda, anche vedendosi pochissimo, e quelle rare volte naturalmente con i bimbi e tutte le loro esigenze al seguito.

Prima del corso preparto facevo parte della categoria degli asociali senza Whatsapp, e immaginavo i gruppi come li sentivo raccontare, secondo i soliti cliché…

Ma con loro è stato e continua ad essere, seppur con minor frequenza, un bellissimo condividere, a qualsiasi ora del giorno e della notte, momenti di felicità, preoccupazioni, confidenze, riflessioni, sfoghi, richieste e offerte di consigli e tante sane risate…

Tanto che in poco tempo mi è sembrato di conoscerle quasi da sempre, e oggi considero preziosa la loro amicizia, e credo e spero che il nostro legame possa continuare e rafforzarsi nel tempo.

Il bello di questo genere di rapporto è che tra mamme ci si intende al volo, e puoi non farti paranoie nel troncare in modo un po’ secco una telefonata se devi salvare in extremis il pargolo prima che possa mettere a repentaglio la sua breve vita, o per qualche motivo simile…

Sai che la mamma all’altro capo del telefono capirà perfettamente e se vi stavate dicendo qualcosa di importante la conversazione è automaticamente rimandata in un indefinito e nebuloso futuro prossimo.

Prendiamo ad esempio il mio rapporto con la Rouge

Abitavamo di fronte già da un annetto, ma ci siamo conosciute davvero solo dopo la nascita (a 5 giorni di distanza l’una dall’altro) dei nostri bimbi.

Ora la Nana e il Patato condividono persino l’armadietto al nido, e noi che potremmo parlarci dal balcone, o far giocare insieme i nostri cuccioli all’aria aperta in una bellissima area verde in riva al lago, non riusciamo a concludere un discorso e “parliamo” praticamente solo grazie a Whatsapp, di solito dopo che per i piccoli è scattato il coprifuoco serale, visto che le rare volte in cui riusciamo a vederci – che sia a casa, al parchetto o al supermercato – è quasi impossibile reggere una conversazione sensata tra un inseguimento e l’altro…

Quando poi abbiamo provato ad organizzare una cena o una merenda coinvolgendo anche i papà è stato anche peggio: appena sono loro a mettersi a giocare con i bimbi e a intrattenerli, e noi ne approfittiamo per scambiare due parole, veniamo nel giro di pochi minuti accusate di essere praticamente madri indegne che non si occupano della prole e a loro tocca, oltre a tutto il resto, di sostituirci….

Così appena possiamo saltiamo i convenevoli e iniziamo un discorso fitto fitto, pur sapendo che sarà destinato, di lì a poco, a concludersi nel solito “va bhe, dai, poi ti racconterò meglio…”.

Chissà, forse tutti questi arretrati li recupereremo un giorno, quando i bimbi saranno grandi e usciranno la sera, e noi ricominceremo, per un diverso motivo, a non dormire…

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