Papà…. Papà…. Sempre e solo papà!!!

Ok.

Fa parte della fiera dei luoghi comuni.

Bimbo mammone e bimba innamorata del papà.

E mi avevano anche avvisata.

“Vedrai, tra un po’ sarai l’ultima ruota del carro”!

Eppure mi piaceva, i primi tempi, quando Paterfamilias tornava sempre tardi, assistere alla gioia incontenibile della Nana nel rivederlo…

L’ha sempre cercato tantissimo, e avendo avuto, per uno strano caso di tempismo perfetto nella vita, la fortuna di potermi prendere il mio tempo prima di tornare al lavoro, avendo vissuto pienamente e serenamente il nostro stare insieme – quasi sempre da sole – è stato anche piacevole, per me, assistere come spettatrice ai loro momenti di gioco e di coccole…

Li sentivo ridere e giocare e pensavo fosse importante cercare di non intromettermi troppo e lasciare che fosse un tempo tutto per loro, mentre io potevo occuparmi della casa e della routine familiare…

Poi fortunatamente la situazione di Paterfamilias è cambiata ed è più presente, la Nana ha iniziato la nuova avventura del nido e io ho ripreso a lavorare, quindi in poco tempo sono cambiate le nostre abitudini…

Inizialmente ero un po’ preoccupata per come la Nana avrebbe reagito al distacco e all’insieme di queste novità…

Il suo carattere timido, la paura dei coetanei, con cui non aveva finora avuto un vero contatto, e il fatto che i primi mesi abbiamo vissuto praticamente una solitaria simbiosi, mi preoccupava un po’; ma come poi è andata a finire l’ho già raccontato in questo post.

Ed ora sono io a trovarmi in un angolo…

Senza tirare in ballo il famoso complesso di Edipo, che a 21 mesi mi sembra un po’ presto, io non so dire se piuttosto sia l’avvicinarsi dei famosi “Terrible Two” a spingere la Nana a considerarmi di meno perché sta iniziando inesorabilmente a crescere e costruire la sua identità indipendente e contrapposta alla mia, e quindi è naturale che in un certo senso si distacchi da me…

Oppure, ancora, che il suo comportamento meno coccoloso sia il suo modo per comunicarmi che pur non dandolo troppo a vedere, non gradisce le lunghe assenze, come quando capita una riunione fino a tardi o un corso di formazione in orario extra…

Il fatto è che forse questa lontananza pesa ancora di più a me, e quando torno non vedo l’ora di ritagliare del tempo solo per noi.

Anche perché appunto, quando c’è a casa Paterfamilias la tortura è doppia: non solo ho perso una dose di attenzioni, e gli unici baci della giornata li ricevo la mattina quando la saluto e la sera prima di dormire, ma sono bombardata da una serie di richiami continui… Papà di qui, papà di lì…

E se lui non c’è, capita che mi indichi suoi oggetti e… “papà”.

Guarda le foto e “papà”.

Guarda fuori, vede la tagliaerba e “papà”, con tanto di azione mimata di questo noiosissimo papà che taglia il prato.

Quasi quasi, tanto sono melensi, sono un po’ pentita di averli incoraggiati a passare insieme più tempo possibile, pensavo stasera tra me e mestessamedesima in un impeto di cieca gelosia al supermercato, dove si è addirittura messa a piangere quando ho fatto per prenderla in braccio mentre era in braccio a lui che mi chiedeva il time-out, ma evidentemente lei non voleva saperne di mollarlo.

Così impara, papà, a ridersela sotto i baffi quando lei mi “maltratta”.

Altroché tubare e “Ma lei vuole solo il suo papà”…

Grazie della didascalia, davvero, non me ne ero accorta.

Ma siccome la vendetta è un piatto che si serve freddo, solitamente è la sera dopo cena che mi prendo, magra consolazione, un briciolo di riscatto; quando papà, poverino, è sfinito dalle pressanti richieste della sua follower, io mi preparo a sferrare il colpo di grazia, che comporta una rampa di scale in più:

“Ehi, vieni un po’ qui, ammamma?!? …

Ma che puzza, hai mica fatto cacchina?

Eh si, credo proprio di si…

E dì un po’, chi vuoi che ti cambi, la mamma o il papà?

Ah…

Occhei…”

😂😂😂

E per quanto riguarda lei, ci vorrà giusto un po’ più tempo, ma ne riparleremo in quell’età in cui inizierà a cercare e a pretendere la sua libertà, e toccherà al suo amato papà sentirsi come Otello.

Conoscendolo non escludo che possa arrivare ad assoldare un detective privato e se necessario un paio di bodyguard.

Per ora mi accontento di sapere comunque, come solo le mamme possono sapere, che è totalmente sicura del nostro rapporto e amore reciproco, tanto che mi cerca in modo esclusivo nei momenti per lei difficili: quando ha paura, quando non sta bene o si è fatta male, quando è nervosa e vuole essere tranquillizzata. E la sera prima di dormire, quando anche se è ormai è un po’ troppo grande, vuole ancora essere allattata. Quello è il momento solo nostro, intimo, che per scelta non abbiamo mai condiviso con nessuno, tranne che papà, naturalmente, e che per ora forse nessuna delle due è pronta ad abbandonare…

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