Il ciuccio: amico o nemico?

Appena è nato il mio primogenito Pietro ho iniziato a documentarmi sul “famigerato” ciuccio. Ho letto di tutto e di più, c’è chi dice assolutamente no e chi lo definisce la panacea di ogni male. I modelli e le marche poi… ce ne sono di ogni tipo colore e forma, roba da diventare delle vere e proprie collezioniste.

Nel mio caso ho deciso di iniziare a proporglielo a un mese, dopo che l’allattamento al seno era ampiamente avviato. All’inizio non è stato amore a prima vista, ma io non ho ceduto, chi mi conosce lo sa quando mi impunto sono cavoletti amari per tutti! Ecco dopo qualche settimana anche il mio piccolino ha capito che quell’oggetto gli poteva essere di aiuto soprattutto quando la mamma non era lì con lui. Da allora Pietro non l’ha più mollato è stato il suo fedele amico sia di giorno che di notte. Era diventato un ciucciatore professionista, poi man mano che cresceva ho iniziato a darglielo sempre in meno momenti della giornata, un grande aiuto mi è stato dato dalle maestre dell’asilo che glielo lasciavano solo per il riposino del pomeriggio. Intorno ai due anni lo teneva solo per i momenti della nanna, ma ai tre non l’avevamo ancora abbandonato!

A quel punto ho iniziato a temere che i suoi denti si rovinassero, gli ho provato a dire in ogni modo che ormai era grande ed era ora di non usare più il ciuccio che se l’avesse dato via ci sarebbe stato un bel regalo, ma niente lui super testardo (come la mamma del resto) non lo voleva mollare. Un giorno di dicembre per l’ennesima volta provo a dirgli, con poca speranza “Pietro i tuoi denti si stanno rovinando per colpa del ciuccio” e lui con mia grande sorpresa mi risponde: “Ok mamma, diamoli tutti agli elfetti, loro li porteranno ai bimbi poveretti. Io come regalo vorrei un camion di Sam il pompiere che spruzza l’acqua!” Io sconvolta glielo chiedo per tre volte e ricevo sempre la stessa risposta.

Avviso immediatamente mio marito che riesce a recuperare il regalo scelto per effettuare lo scambio, meno male una botta di fortuna e tra l’altro a metà prezzo! Mi dico il fato è dalla mia… ma in realtà temo una lunga anzi lunghe notti in bianco, di nuovo, e sì perché Pietro fino quasi ai due anni si è svegliato ogni ora, un vero e proprio incubo. Ero terrorizzata, ma nonostante ciò mettiamo tutti i ciucci in un sacchetto e li mettiamo davanti alla porta magica degli elfetti. Spiego a Pietro che stanotte loro li porteranno ai bimbi poveretti e domani troverà il regalo. Lui tutto contento va a dormire nel suo lettino e… miracolo si addormenta subito senza ciuccio! Vi giuro non riuscivo a smettere di piangere dalla gioia. Ha dormito tutta la notte e la mattina si è svegliato felice e ovviamente ha trovato il suo meritatissimo premio. Da quel giorno ha avuto solo una crisi il pomeriggio dopo, per riavere il suo ciuccio era disposto a dare agli elfi tutti i suoi giochi, ha pianto un po’, io però non ho ceduto e da allora il ciuccio è solo un ricordo. Ancora una volta il mio bimbo mi ha dimostrato quanto sia eccezionale.

A febbraio 2017 a far compagnia a Pietro è arrivata Emma, io ancora una volta dopo un mese ho provato a proporre il ciuccio, questa volta vista la prima esperienza positiva mi ero data allo shopping… ne ho comprati 6 abbinati ai suoi vari outfit. Non avevo però fatto i conti con una cosa la mia piccola principessa è più cocciuta di me e Pietro messi insieme e dopo tre mesi mi sono arresa… ha vinto lei e per me si prospettano tempi duri!

Per altre esperienze col ciuccio (e un simpatico decalogo a tema) clicca qui

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