Le vacanze, coi bimbi

Non sono impossibili. Sono fattibili e si fanno. Ma come? Tornando a casa fisicamente più stanchi di quando si è partiti. Ovvio.

Vi racconterò la nostra vacanza. Preciso, la mia bimba ha poco più di un anno e per l’occasione i nonni (miei genitori) si offrono volontari per seguirci. I nonni aiutano un po’. Ma alla fine si fa tutto noi comunque.

Abituata a vacanze di ogni genere, dal villaggio all inclusive, a quelle con zaino e sacco a pelo, decido di moderarmi e di pensare che ho una bimba in primis e non posso strafare. Non cerco proprio la soluzione sotto casa, ma mi impegno per trovare una meta carina, location per dormire comoda (e pulita) ed organizzo un day by day che possa essere idoneo per una pupa.

Scelgo la campagna francese e per spezzare il viaggio di ritorno qualche giorno sulla costa ligure.
Insomma una meta fattibile. No?

Punto primo. Il VIAGGIO in macchina.
Qualche tratta di due o tre ore l’avevo tentata. Ma coi bimbi ogni volta è come se fosse la prima. Poi col caldo estivo è tutto da ben valutare.
Decidiamo di partire all’alba per evitare il traffico, il caldo e sperare che la pupa dorma. Fin qui tutto ok. Ma quando si è svegliata ovviamente voleva il suo biberon di latte. Già preparato in partenza. Quindi tappa all’Autogrill. Carinamente mi scaldano dell’acqua e me la mettono in un bicchiere da caffè take away. Molto comodo. Bibe scaldato in poco tempo.
Consiglio per le vostre future vacanze: tenete in macchina ovviamente pannolini e salviette, giochi per smorzare la noia del pupo, acqua e qualche cosa da far sgranocchiare. Mi sono trovata molto bene con quei “fruttini” apri e chiudi. Tutto messo in una borsa frigo.

Secondo punto. L’ALLOGGIO.
Come da accordi con la proprietaria dell’albergo, mi ero portata il lettino da campeggio. In camera me lo sono trovata lo stesso. Ecco, avrei potuto non portarlo. Accupa davvero spazio vitale in macchina. Già molto rubato dal passeggino. Ho voluto evitare di prendere l’ultraleggero, perché ho pensato che fosse utile quello più strutturato anche da usare per caricare oggetti e borse da spiaggia. Infatti non me ne sono pentita.
Torniamo all’alloggio. Grande invenzione lo SCALDA BIBERON. Ne ho fatto davvero un buon uso. Mi hanno regalato quello con adattatore per la macchina. Molto utile.
Per la pappa ho toppato. Come fare a cuocere la pasta? Ho portato vasetti di pappa (biologica ovvio, almeno mi son sentita meno in colpa per non averli fatti io) e pastina, confidando nella buona volontà dei ristoratori di voler scaldare e cuocere la pappa. Non è stato così facile.
Consiglio, altro oggetto “occupa spazio” purtroppo, pensate all’acquisto di quei mini fornellini elettrici. Nella tappa ligure carinamente me ne hanno prestato uno proprio gli albergatori. Lo danno alle mamme da tenere in camera. Gentilissimi. Cavolo, ci han pensato loro ed io no? Ho scaldato la pasta senza problemi. Loro avevavo un 1500 watt. Ora che mi accingerò all’acquisto per le prossime occasioni, perché non si sa mai, penso ne prenderò uno a potenza anche minore. Con me avevo un paio di piatti di plastica da bimbo, il termos per la pappa, posate, sale e una mini bottiglia di olio.

Ho portato anche mollette, uno spago per poter lavare e stendere senza dover improvvisare nel bagno “penzolamenti” di vestiti in ogni appiglio. Non si sa mai, mica finissero i 25 body messi in valigia. Utili le mini bottigliette da viaggio riempite con detersivo per capi, bicarbonato o detersivo piatti ed ovvio shampoo doccia per la pupa.

Terzo punto. Le GITE ed il MARE.
Sempre sempre con me ed in ogni dove mini creme solari protezione alta per bimbi. In borsa, nel passeggino. Ne ho abusato. Come del cappellino e sempre dell’acqua. La borsa frigo ed i ghiacciolini da mettere dentro (che chiedevo di tenermi nel freezer la sera prima dagli albergatori), sono stati utilissimi.

Come ricordo davvero in lontananza, ma tanto in lontananza, quei tempi in cui mi stendevo al sole alle ore 9 del mattino, mi giravo a mo’ di cotoletta fronte-retro ogni tanto, un bagnetto, una dormitina e mi rialzavo alle 18 abbronzatissima. Ora?
Eh ora no. Si scende presto al mare. Il che vuol dire sveglia prestissimo per riuscire a “fare tutto”: lavare, sfamare, incremare, vestire, recuperare teli mare, ombrellone, canotti, braccioli, giubbotti salvataggio (e gonfiarli!) cibarie, giochi spiaggia e via con altre mille cose. Arrivati in spiaggia, tempo di pensare alla pupa, averle detto 1.200 volte “la sabbia non si mette in bocca!”, arriva finalmente il momento per noi mamme di toglierci il copricostume. Già, perché si fa tutto come degli automa, non si pensa a noi ed anche 20 secondi per svestirsi ed evitare di grondare di sudore, sono troppi! E bene, sono già le 11.30… E quindi si torna in camera, che il sole dalle 12 alle 15.30 fa male!
Almeno il tempo della nanna è un momento anche per noi di riposare… o fare le altre 1.300 cose che si devono fare. Ma in vacanza no. Mi sono rifiutata. E ho dormito pure io.

Il momento più bello della giornata è proprio a mio avviso il ritorno in spiaggia nel pomeriggio. Sarà la luce del sole, il colore del mare che la riflette, sarà l’aver dormito quei grati 15 minuti (perché gli altri 45 del pisolino li si fa con un piede del pupo in bocca e l’altro sulla costola), sarà che c’è meno gente in spiaggia. Ma a mio avviso è un momento magico.

Già, non sono più le vacanze di una volta, è vero, fisicamente non ci si riposa, non ci si abbronza nemmeno, ma mentalmente non si ha tempo di pensare a nulla se non al proprio bimbo. A farlo stare bene. Perché se lui ride ed è sereno, va tutto bene. La mente ne giova. No lavoro in testa. No problemi lasciati a casa. E poi… Quando saranno “grandi” al mare coi genitori non vorranno venirci più. Meglio goderseli ora. Con mille foto e video ad immortalare ogni momento.

Uno dei miei momenti del cuore, di ricordo vivo, che ho “sognato” e sono andata a prendermi in mezzo a quei campi, è proprio l’immagine di questo mio post.

Buone vacanze a tutte, mamme!!!

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