L’asterisco di oggi: guida al comfort del trio

Articolo in collaborazione con Cercapasseggini.it

Cosa guida i genitori nella scelta di un passeggino trio? Molte volte mamme e papà sono portati a scegliere in base alla funzionalità di un prodotto oppure alla sua praticità d’uso o, ancora, seguendo le sirene della moda che ha contagiato anche l’industria del passeggio. Surclassati, quindi, da altri stimoli e fattori, spesso non hanno le giuste informazioni per tenere in considerazione i bisogni del bambino, nelle sue prime ma delicatissime fasi di vita e di sviluppo. Lasciando da parte, quindi, quello che c’è “fuori”, ovvero l’estetica e tutti quei dettagli che lo rendono intrigante per i genitori, scopriamo come un trio deve essere fatto “dentro” nelle sue diverse componenti per soddisfare, nello specifico, il benessere fisico dei bimbi e ottenere per loro il massimo comfort possibile.

Lo facciamo grazie ai dati di uno studio dettagliato portato avanti dal Babywellness Lab di Inglesina in cooperazione con il reparto di Neonatologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna e lo staff di Cercapasseggini. Test e misurazioni sono stati effettuati con manichini e bambini in carne e ossa, incrociandoli con fonti scientifiche come American Pediatrics, Stiftungwarentests, Lullaby Trust e altre della stessa autorevolezza.

Guida al comfort della navicella

Come scegliere il passeggino trio - guida al comfort della navicella - gli elementi della navicella

I bimbi appena nati trovano nelle navicelle – che agganciate al telaio del passeggino danno vita ad una carrozzina – l’ambiente protetto e confortevole dove dormono per svariate ore del giorno ma anche dove cominciano la loro vertiginosa crescita. Basti pensare che, dalla nascita ai 6 mesi (arco di tempo in cui si utilizza la navicella), il piccolo prende circa 140-200 grammi di peso a settimana e si allunga da circa 1,5 a 2,5 cm al mese. Occorre partire da questi dati per analizzare come deve essere fatta la navicella per assolvere a pieno al proprio compito.

Come deve essere la navicella per garantire il massimo comfort al bambino?

Innanzitutto, abbastanza spaziosa da accoglierlo finché non sarà in grado di stare seduto da solo, ovvero intorno ai 6 mesi circa, come abbiamo detto, quando in media misura tra i 65 e i 70 cm. L’ideale è una navicella larga non meno di 35 cm e lunga non meno di 75. Più stretta o più corta impedirebbe al piccolo di muoversi liberamente e di rilassarsi completamente a livello muscolare, considerando anche che d’inverno si usano tute imbottite, sacchi e coperte che riducono lo spazio complessivo. Dimensioni adeguate, fra l’altro, favoriscono la cosiddetta posizione a “W”, quella che i neonati assumono per il loro relax con le braccia alzate e i pugnetti chiusi. È bene, poi, che la scocca sia rigida per proteggere il bambino dagli urti accidentali e dagli shock di vibrazione o anche soltanto per una questione di miglior isolamento termico. Inoltre, la navicella deve essere dotata di un sistema di aerazione nel fondo in modo da far circolare bene l’aria all’interno e tenere l’ambiente ventilato e asciutto quanto serve. Per la cappottina, siccome la pelle dei neonati è molto sensibile all’esposizione al sole, anche indiretta, quindi va preservata al massimo, il rivestimento deve essere anti UV con fattore di protezione di 50 Upf e abbastanza ampia da tenere sempre il bambino al riparo dai raggi anche bassi del sole o dalle raffiche di vento.

L’importanza del materassino e dei rivestimenti interni della navicella

Arriviamo al cuore della navicella: il suo interno.
I tessuti devono essere morbidi ma tesi, con una trama adatta a garantire la circolazione dell’aria. Indicati a questo scopo principalmente i cotoni ma anche i tessuti tecnici sintetici perché si lavano facilmente, si asciugano velocemente, non si restringono e sono traspiranti. Il materassino, invece, non deve essere troppo soffice e non devono essere usati cuscini o altri oggetti tessili che possano essere d’ostacolo alla corretta respirazione del neonato.
Approfonditi studi portati avanti a livello scientifico concordano nell’affermare che la posizione supina su un materasso che sia compatto, piano (senza cuscini o riduttori) e ben areato sia il modo migliore per ottenere il sonno sicuro e comodo del piccolo. Molte navicelle in commercio prevedono la possibilità di regolare lo schienale, che può essere utile quando il bambino inizia a mostrare la curiosità di vedere meglio cosa succede fuori dalla sacca e può aiutare contro il reflusso. L’importante è portare sempre lo schienale in posizione piana quando il piccolo dorme o mostra segni di stanchezza.

Come scegliere il passeggino trio - Guida al confort della navicella - misure e caratteristiche ideali

Omologazione auto e uso come culla a casa

Fondamentale è sapere che la navicella può essere trasportata in auto solo se è omologata secondo la normativa ECE R44/04 Gruppo 0 (per bambini da 0 a 10 Kg). Il che significa che deve essere dotata di un kit auto (incluso nel prezzo o da acquistare separatamente) che permette di agganciarla trasversalmente al sedile posteriore del veicolo, con le cinture di sicurezza a 3 punti dell’auto. Non utilizzare MAI la navicella in auto senza averla assicurata con le cinture.

La navicella, inoltre, può essere usata come culla per il sonno anche notturno del neonato solo se equipaggiata di un apposito rialzo omologato a questo scopo. Spesso i bambini molto piccoli, infatti, mostrano di preferire la navicella alla culla più grande perché si sentono avvolti e protetti.

Guida al comfort del passeggino

Come scegliere il passeggino trio - Guida al confort del passeggino - gli elementi del passeggino

Passiamo ora al passeggino, analizzandone ogni componente della struttura sotto il profilo del miglior utilizzo per assicurare al bambino il massimo del comfort possibile.

Il telaio

Partiamo dalla struttura portante del passeggino, il telaio che, a differenza di quel che si potrebbe pensare, concorre anch’esso al comfort del bambino. Se un telaio, infatti, presenta ruote troppo piccole o dure, non assolve bene al suo compito di assorbire i contraccolpi e le vibrazioni trasmesse al piccolo, nel momento in cui si attraversano strade o terreni disconnessi e irregolari. Per attenuare ulteriormente, gli effetti trasmessi da questi sbalzi, è importante che sia le ruote anteriori che quelle posteriori siano dotate di sospensioni. Quindi, meglio ruote grandi e morbide e tutte ammortizzate.

La seduta: reversibilità e reclinabilità

Dal telaio passiamo alla seduta. Dalla nascita ai 6 mesi circa, sono raccomandati i passeggini con seduta reversibile installati nella posizione fronte mamma. In queste prime fasi della vita, il piccolo, infatti, ha bisogno del contatto visivo con i genitori, che sono le sue bussole nel mondo. Ma quando è il momento di girare la seduta fronte strada? Non c’è bisogno di fare calcoli. Sarà il bambino stesso a farlo capire: se si girerà continuamente per guardarsi intorno, allora vorrà dire che è pronto a scoprire il mondo e sarà quello il momento giusto per posizionare la seduta fronte strada.

Altra caratteristica fondamentale della seduta è la reclinabilità dello schienale, preferibilmente fino alla posizione “nanna”. Questo perché, nel periodo di utilizzo del passeggino che copre indicativamente un arco di tempo che va dai 6 mesi ai 3 anni circa, i bambini crescono ad un ritmo vertiginoso: in media per quell’arco di tempo di circa 30 cm in lunghezza e di 7-8 kg in peso. È chiaro che, per garantirgli, costantemente un buon livello di comfort è bene che lo schienale sia reclinabile in varie posizioni, da quella dritta a quella sdraiata più alcune intermedie. Anche i bambini più grandi, infatti, schiacciano volentieri un pisolino e la comodità massima la trovano, in ogni caso, se dormono sulla schiena.
Ma sapete qual è l’inclinazione ideale per il comfort del bambino quando lo schienale è in posizione verticale? Un angolo non superiore a 100 gradi. Una misura non casuale che permette al bambino di esplorare ciò che lo circonda tenendo la schiena comodamente appoggiata allo schienale. Un’inclinazione maggiore lo obbligherebbe a staccarsi dallo schienale per guardare meglio e, quindi, a stancarsi di più. Sono da preferire i passeggini che regolano lo schienale indipendentemente dal resto della seduta.

Elementi per la protezione del tuo bambino

La barra di protezione – che mai deve essere intesa alternativa alle cinture di sicurezza – delimita lo spazio cognitivo del bambino nel passeggino e offre un supporto a cui aggrapparsi o dove appendere eventuali giochini per il suo intrattenimento a bordo. È utile anche perché facilita l’utilizzo di coprigambe e parapioggia che, spesso, vengono agganciati proprio a questa barra. Il consiglio, a proposito della barra di protezione, è quello di preferire il modello smontabile o che si apra anche da un solo lato per facilitare il posizionamento o la rimozione del piccolo.

Particolarmente importante è la cappottina. Come detto per la navicella, è necessario assicurarsi che i rivestimenti esterni del passeggino siano realizzati in tessuti anti UV con un fattore di protezione di 50 Upf, che la cappottina copra bene dal sole in tutte le posizioni in cui si reclina lo schienale e che siano presenti inserti apribili o pannelli in rete richiudibili (a seconda del meteo e della stagione) per garantire la migliore ventilazione.

Numeri e misure ideali del passeggino

A questo punto, alcuni numeri.
È stato studiato che:

  • la larghezza migliore di seduta e schienale deve attestarsi intorno ai 30 cm: si tratta di un buon compromesso per i più piccoli, visto che, se la seduta è molto ampia, si è costretti a usare riduttori, mentre, viceversa, con i bambini più grandi, seduta e schienale troppo ridotti impediscono il raggiungimento di un buon livello di comfort;
  • l’altezza dello schienale non deve essere inferiore ai 48 cm per garantire la corretta e comoda posizione della testa anche nei bambini più grandi;
  • la profondità della seduta non deve essere meno di 20 cm e deve essere leggermente inclinata all’indietro per evitare lo scivolamento in avanti;
  • il supporto poggiagambe – si consiglia regolabile per creare una superficie distesa più lunga a beneficio del sonno comodo del bambino – deve avere una lunghezza uguale o superiore a 16 cm;
  • la pedana poggiapiedi – preferibilmente regolabile – è bene che stia ad una distanza dall’angolo della seduta compresa fra 18 e 25 cm: questa misura copre una fascia di età più estesa ponendo rimedio al fatto che le distanze fra l’angolo della seduta e la pedana poggiapiedi siano troppo vicine o troppo lontane.

Tessuti e igiene del passeggino e dei suoi componenti

I tessuti di schienale e seduta del passeggino devono essere imbottiti per garantire al piccolo il massimo comfort possibile ma anche traspiranti perché i bambini – soprattutto d’estate – sudano molto. È importante, inoltre, che siano sfoderabili e lavabili perché è chiaro che la prima preoccupazione di ogni genitore deve essere la pulizia dell’ambiente in cui cresce il figlio, anche quando questo ambiente è il passeggino, dove potrebbe passare alcune ore. Proprio per un motivo legato all’igiene, sono da preferire i passeggini che – una volta chiusi – stanno in piedi da soli, magari con la parte in tessuto che non tocchi per terra, così come il maniglione in costante contatto con le mani di mamma e papà, a loro volta sempre impegnate ad interagire col bambino. Piccole accortezze che fanno la differenza.

Guida al comfort del seggiolino auto

Come scegliere il passeggino trio - Guida al confort del seggiolino auto - gli elementi del seggiolino auto

Per trasportare in auto il vostro bambino, è imprescindibile l’uso del seggiolino auto. E non solo perché lo prevede la legge fino ai 150 cm di altezza del bambino, ma soprattutto perché l’ovetto – di qualsivoglia brand in commercio – è studiato, sviluppato e realizzato allo scopo di garantire la massima sicurezza in caso di incidente.

Quando usare il seggiolino auto e per quanto tempo

L’ovetto, seggiolino auto per neonati, è il terzo elemento del trio da agganciare sempre sul telaio del passeggino. Lasciando ora da parte il complesso ragionamento sulla sicurezza e sulle normative e volendoci concentrare sempre sul comfort del bambino, va detto che la comunità scientifica raccomanda di tenere il piccolo nel seggiolino per non più di 30-40 minuti di seguito. Proprio per come sono fatti in ottemperanza alle normative di sicurezza, i seggiolini non garantiscono né la postura né, di conseguenza, la respirazione ideale per il neonato, cosa che si può ottenere solo con la posizione supina. Il bambino si può addormentare sul seggiolino per la durata del tragitto in auto, ma, una volta a casa, per il suo benessere e per continuare a dormire comodamente, deve essere messo su una superficie piatta e rigida. E non importa se il rischio, spostandolo, è di svegliarlo! La raccomandazione pressoché unanime è, quindi, quella di preferire la navicella al seggiolino, fuori dall’auto, perché il collo e il tronco del bambino ci mettono qualche mese a sviluppare la capacità di sostenere il peso del corpo e la forza di gravità. Per i viaggi in macchina molto lunghi nelle primissime settimane, si consiglia l’uso di una navicella omologata auto o, se si utilizza il seggiolino auto, di fermarsi molte volte per fare delle pause.

Cuscini riduttori per neonati e imbottitura del seggiolino auto

La maggior parte dei seggiolini auto sono dotati di riduttori per neonato con cuscinetti a cuneo o inserti imbottiti, studiati appositamente per garantire la corretta postura e il massimo del comfort al neonato, soprattutto durante i suoi primissimi giorni di vita. Oltre ai materassini riduttori, è bene che anche schienale e seduta siano ben imbottiti e realizzati sempre in tessuti traspiranti, sfoderabili e lavabili. Per la cappottina degli ovetti, infine, valgono le stesse raccomandazioni fatte con le cappottine di passeggino e navicella.

Come scegliere il passeggino trio - Guida al confort del seggiolino auto - misure e caratteristiche ideali

Si conclude così il nostro vademecum su come deve essere un trio per rispondere alla primaria esigenza di benessere psicofisico del bambino. Se siete arrivati fin qui, vi sarete resi conto di cosa c’è da migliorare nel vostro sistema modulare o su quali altri parametri considerare se vi trovate in fase di scelta. L’importante è mettere al centro sempre il vostro bambino!

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