Il mio essere mamma. Ad un anno di Te

Molte di voi si ritroveranno forse nelle mie parole, molte penseranno che sono un po’ “matta”, o forse altre che sono solo esaurita. Ci sta. Sono solo una mamma, come voi.

Perché spesso ripenso al giorno in cui ti ho vista per la prima volta e ti hanno appoggiata così viscida sulla mia pancia.
Riguardo la foto scattata dopo che le ostetriche ti hanno ben pulita, vestita e rimessa tra le mia braccia. Mi rivedo e penso che… non ero proprio un bijoux come la Ferragni appena “partorita”! Avevo la mia bella panciotta ancora, non si era volatilizzata col taglio del cordone, non avevo lo smalto color “red passion” perfetto sulle unghie, non ero truccata come se dovessi andare ad un galà e soprattutto, non avevo vicino Fedez. E meno male!
Ma penso proprio che la sensazione che si provi in quel momento, che una mamma provi da quel preciso istante, sia magnificamente la stessa. L’amore che si vive da lì e per tutta la vita, possiede lo stesso magnifico “profumo”. Quindi Chiara, in questo ci somigliamo. Te tocca.

Il mio essere mamma ad un anno di Te è…

Tutto il “mio”, ho voluto diventasse “tuo”.

La mia macchina, la mia casa, sempre così pulite, in ordine. Ora stanno vivendo una nuova selvaggia giovinezza. Giochi in ogni dove, che la mia bimba strategicamente nasconde o ritira, dipende dai “suoi” punti di vista, e riappaiono dopo mesi, quando ormai è stata dichiarata l’arresa. Lo sporco cerco di non guardarlo, ma non ci riesco mica tanto: pezzi di cibo, sbavate e se va benino “smoccolate”, che per chi ha quasi gli “anta” come me, associerà ad un mini Slimer (fonte Ghostbusters), ma non così simpatico come nel cartone. No comment sul santo vomitino. Passo.

Ormai come in uno stato di trance, fisso gli scaffali del supermercato nel reparto detersivi e vari. Essere mamma ti fa adorare i disinfettanti, tutti: per superfici, per lavaggi a mano od in lavatrice, per i biberon e stoviglie del pupo. Tutto ciò che ha il prefisso “dis”, mi piace. E le salviettine usa e getta? La mini Amuchina per le mani? Via lo sporco. Via i batteri!
Vogliamo parlare poi degli smacchianti per i vestitini? La candeggina non si può usare sui colorati. Garantisco, li ho provati tutti. Il Vanish spray è il migliore.

Farvi la doccia? Voi riuscite? O vi “passate” sotto l’acqua come in un pomeriggio di settembre sotto un acquazzone? Prima uscivo dalla doccia rigenerata, che bella quella sensazione di rilassamento. Tornerà prima o poi? Ora il bagno non fa neanche tempo ad “annebbiarsi”, il vapore è in sciopero, anche sugli specchi. Non parliamo poi del riuscire proprio ad “andare in bagno”. Qui mi fermo e vi consiglio, se non li avete mai visti sui social o letti, The Pozzolis Family. I numeri ONE. Genitori comici di verità.

Ma voi, la televisione un attimo riuscite a verderla? O dovete togliere le pile al telecomando per evitare un frenetico zapping imposto dai mini ditini dei vostri bimbi?

Ora siamo anche nella fase in cui tutto quello che mangio, lei lo vuole assaggiare. E ci sta amore di mamma, ovvio, ha voglia di sperimentare. Ma questo vuol dire che non posso permettermi una pizza coi peperoni, le cozze e la maionese. Quindi, se voglio mangiare ciò che i pediatri sconsigliano, mi nascondo in casa come una ladra di patatine al bar dell’oratorio (puro esempio, mai fatto neppure con le caramelle gommose). Ma sistematicamente lei riconosce il rumore della mia mandibola, sente l’odore di cibo proibito e spunta dall’angolo della cucina col suo non gattonare da granchietto.

Uscire di casa, mettersi le scarpe e scendere le scale, od invece il rientro a casa, non sono più così “leggeri”. In uscita: lei in braccio, lo zaino (le mamme non hanno più la borsa, troppo scomoda), la borsa dei cambi, il sacchetto con la pappa… E le chiavi di casa per chiudere o della macchina, dove sono? In tasca. Bene. Si molla tutto a terra, tranne la bimba, chiavi in bocca e si cerca con precisi squat di recuperare tutte le borse messe a terra.
Al ritorno in aggiunta abbiamo la borsa della spesa e le lettere recuperate nella cassetta della posta. Invidio le donne afro ed i loro cesti sopra il capo. Sapete se fanno dei corsi pratici?

Questi pochi di tanti esempi di come cambia la vita di una mamma. Di come è cambiata nel quotidiano la mia.

Un anno di Te.

Ad un anno la mia bimba inizia l’asilo. Prima poche ore, poi abbastanza per sentire il vuoto nel cuore, il tempo si riallunga, la sensazione “di aver dimenticato qualcosa” fissa nella mente. Non mi dimentico di te amore mio, ma è come se il mio cuore battesse a ritmi alterni, un battito nel mio cuore ed uno nel tuo. È come se il mio cervello si fosse diviso in due. Una parte gestisce la mia vita banale di tutti i giorni. L’altra pensa a come farti sorridere, stare bene e non farti mai vedere e sentire dolore. Una madre vuole per sé il dolore di un figlio.

So che in futuro sorriderò di tutto questo, nel raccontartelo quando sarai adolescente e non vorrai più i miei baci (che ti darò di nascosto e col pensiero). So che mi mancherà tutto questo. E voglio vivermelo a mente lucida, sapendo che in certi momenti sbaglierò, dovrò sbagliare, ma lo ammetterò e capirò, crescerò anche io, insieme a te.

“L’amore è un’anima sola in due corpi”, dicevano i greci. Una frase che ho nella mente dagli anni del liceo, che spesso scrivevo sui libri o sui quaderni come un mantra.
Per me quell’amore sei proprio tu.

Buon primo anno di noi 💜

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