Elogio del Baloo.

Si sa, che quando nasce un bimbo, tutti intorno a te sono euforici, e molti vogliono condividere la tua gioia con un regalo per il nascituro…

Qualcuno per non rischiare doppioni o regali inutili, sceglie di stilare una lista nascita, sollevando amici, parenti e benefattori dal timore di “sbagliare regalo”.
Io non l’ho fatto ed è andato tutto bene, anzi, è proprio tra questi doni-sorpresa che ha fatto capolino il cosiddetto oggetto transizionale, cioè il giocattolo, peluche, copertina o cuscino che il bimbo elegge a “preferito”…

Un bimbo senza questo oggetto è come Linus senza la celeberrima copertina!

Spesso ho immaginato le mie amiche/colleghe durante la scelta e poi l’acquisto del loro regalo, e mi sono chiesta se potevano sospettare che quell’orsetto dal sorriso simpatico non sarebbe stato un semplice dono fra tanti, ma era destinato a diventare “Il Baloo“…

IL Baloo, con l’articolo davanti, certo. Alla milanese…

Quel Baloo che ha tante volte salvato la situazione riuscendo a consolare la piccola di casa, arginando una valle di lacrime quando non ci riuscivano né mamma né – con grande disappunto – tantomeno papà…

Quel Baloo che bisogna infilare in lavatrice di nascosto, e guai a farsi notare a metterlo sullo stendino ad asciugare…

Quel Baloo che se andiamo via qualche giorno viene senz’altro con noi, e che compare in tantissime foto.

Che viene quotidianamente spupazzato in tutti i modi: ispezionato, accarezzato, stretto, afferrato per le orecchie e sbatacchiato ridendo, morsicato fortissimo a bocca spalancata, quasi volesse mangiarlo…

E ancora, da quella volta poi che la discola si è, con abile mossa, letteralmente tuffata dal letto, ogni giorno puntualmente gli tocca la stessa sorte: il poverino viene lanciato oltre la spondina e osservato dall’alto, come a voler studiare la conseguenza dell’azione…

E poi, naturalmente chiamato a gran voce.
Spesso ultimamente viene cercato a gran voce anche di notte…

Il Baloo va trovato, e subito, o non ci si riaddormenta.

Baloo si muove con lei tutto il giorno: se quando si sveglia la prendo in braccio lasciandolo nel lettino, spesso mi costringe a tornare indietro a prenderlo; se si muove gattonando lo tiene in bocca, lo porta anche a fare giri a tutta velocità sulla sua adorata macchinina cavalcabile.

Insomma, è quasi sempre con noi, e non può certo mancare a tavola, dove anzi è un grande alleato e, inutile a a dirsi, “interviene” in mio soccorso quando la proprietaria proprio non vuole saperne di mangiare…

E se per qualche motivo resta lontano dagli occhi della nana per qualche ora, il sorriso che si spalanca quando lo rivede non può che farlo amare un sacco anche a noi!

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