Test del Dna fetale

Quando noi donne aspettiamo un bimbo siamo bombardate da mille informazioni, consigli, tanti spesso non richiesti. Quando ci troviamo però a dover capire cosa sia meglio fare o non fare durante la gravidanza, quando abbiamo bisogno di rasserenarci da alcuni dubbi o domande che ci frullano in testa, siamo proprio noi che in maniera meticolosa e quasi ossessiva cerchiamo on line o sulle vecchie enciclopedie della nonna, le risposte “giuste”.

Già dalle prime settimane di gestazione mi terrorizzava l’idea di dover fare l’amniocentesi. Quante domande avevo in testa e timori.
E già, essendo “diversamente giovane”, sapevo per esperienze di amiche, o meglio, per un sapere tramandato e registrato in noi donne, che i medici consigliano di farla. L’idea di un ago nella pancia, che potesse per errore toccare il mio bimbo, non mi piaceva.
Penso di aver fatto la cosa giusta in quel momento. Non mi sono affrettata a guardare on line, scrivendo su un motore di ricerca “non voglio fare l’amniocentesi!”, ma ne ho parlato con il mio ginecologo.
Lui mi ha subito consigliato di fare l’Harmony Test. Ovvio, non avevo idea di cosa fosse. Mi spiega che era un semplice esame del sangue della donna in gestazione. Dal sangue materno si può scindere infatti il sangue del bimbo e così procedere all’esame del Dna fetale. Un esame non invasivo. Veloce. E che in aggiunta alla valutazione del rischio della sindrome di Down ed altre “anomalie cromosomiche”, consente di avere la certezza sul sesso del nascituro.

(Voglio, il mio cuore me lo chiede, aprire una lunga parentesi. Ho scelto di fare questo test perché sono di natura una donna precisa, che preferisce sapere e fare la cosa giusta. La “mia” cosa giusta. E mi sono sentita di farlo. Leggendo la definizione tecnica di “anomalia cromosomica”, “essere affetti da”, mi trovo un po’ in dissenso, perché ne percepisco un aspetto negativo, che a mio avviso non c’è. I bimbi che hanno la sindrome di Down non sono “anomalie genetiche”, sono “angioletti” speciali in dono a genitori speciali).

Tornando a noi… Il test può essere fatto già dalla decima settimana di gestazione.
Decido di procedere. Ero contenta. Ma nota da evidenziare, è un test abbastanza costoso. Sono pochi i centri infatti che lo effettuano ed a livello di analisi di laboratorio, necessita di molta attenzione.
Il mio medico mi consiglia il laboratorio Toma di Busto Arsizio (Va). Chiamo appena possibile. Mi danno un appuntamento e chiedono la mia email per potermi mandare un video da visionare prima di andare a fare l’esame. Detto fatto. Arriva il giorno. Mi fanno una breve intervista prima del prelievo, dove mi comunicano una password per poter accedere al sito web del laboratorio e poter così vedere, dopo una settimana, l’esito.
I giorni son passati lenti, avrò controllato ogni giorno sperando avessero fatto prima del previsto. Si sa mai. Sette giorni, al settimo ho visionato il risultato. Tutto nei paramentri. Nessuna “anomalia cromosomica” e la notizia che non portavo in grembo un maschietto come mi sarei aspettata, ma una bella bimba!

Questa è la mia esperienza e so che in tante future mamme non conoscono questo tipo di test. Spero possa diventare a breve un esame di routine, accessibile a tutte le mamme che vorranno farlo.

Questo il link del laboratorio, dove potrete leggere tutte le informazioni nel dettaglio.

8 Comments

  1. Quando è stato il mio turno me lo hanno presentato, dicendomi che per la mia situazione potevo anche evitarlo. In effetti non me lo sono fatto ripetere due volte. A volte mi sembra che ci si affidi fin troppo al risultato di questi test (e tanti altri esami che ti fanno fare durante la gravidanza) dimenticandosi poi che siamo noi le mamme e che lo sentiamo se va tutto bene.

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    1. Ciao Irma! Già, noi mamme abbiamo un potere magnifico, quello dell’amore puro, che ci fa sentire e sapere tutto. Siamo delle “mam-maghe”. Io ho voluto farlo per rasserenarmi, ero un pò in ansia per vari motivi personali e perché non sono più giovincella. Per fortuna nulla è obbligatorio e possiamo scegliere. Se ti sei sentita di non farlo, hai fatto bene, infatti io scelsi, su consiglio del mio ginecologo, di non fare la curva glicemica. E me la sono risparmiata con piacere. Grazie per il tuo commento!

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      1. Invece a me la curva glicemica me l’hanno praticamente imposta, ma l’ho fatta di buon grado proprio sapendo di essere a rischio. In fondo basta dosare ansie e preoccupazioni nostre e dei medici (che sono anche peggiori delle nostre!). Per fortuna sono riuscita a gestirmele un po’ tutte e sono arrivata quasi alla fine rimanendo serena, nonostante tutti i “potresti avere complicazioni qui e lì” che ho sentito in questi mesi.
        Alla fine neanche io sono esattamente giovincella, ma mi sa che l’età media delle mamme in questi anni si è alzata un sacco!

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    2. In realtà credo che questo test abbia un esito molto più certo del nostro ‘sentire’ e di altri test che si fanno comunemente (translucenza nucale, test integrato, test combinato, tri test, …).
      Giusto non essere eccessivamente apprensive ma se ci rende più tranquille e ci espone a meno rischi rispetto ad amniocentesi e villocentesi, trovo che sia una scelta più che condivisibile…
      E poi ogni mamma è diversa, ogni gravidanza è diversa.

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      1. Sicuramente questo test può dare delle risposte migliori degli altri. Sicuramente dipende da tanti fattori e sta tanto anche ai medici consigliarlo quando può essere davvero utile. Fortunatamente non tutte ci sottoponiamo ad amniocentesi o altri esami invasivi, probabilmente se per me fossero stati necessari avrei anche io optato per il test del DNA.
        Per me l’importante è proprio riuscire a sopravvivere alla gravidanza in modo sereno e tranquillo, cosa che invece a volte il personale sanitario tende a dimenticarsi per eccesso di zelo.

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  2. Ciao a tutte. Sono alla ventesima settimana e devo decidere se fare o meno l’amiocentesi. Quasi alla tredicesima settimana ho fatto il Serenity, tutto negativo, ma alla diciasettesima scopro che il dna del feto è sotto l’uno per cento e quindi non attendibile. Faccio il giorno stesso un Harmony, ma dopo dieci interminabili giorni mi comunicano che devo rifarlo. Conclusione…..Questo giovedì ho l’amio prenotata (dopo sarebbe troppo tardi), ma del risultato dell’harmony nonostante siano stati avvisati della mia situazione neanche l’ombra. Se fosse tutto ok rinuncerei all’amiocentesi anche perchè nella mia situazione i rischi sono maggiori dell’uno per cento. Chi mi ha fatto il test mi fa rispondere di non essere in ambulatorio. Che dite posso telefonare io al Toma per chiedere info? Di chi posso chiedere? Grazie infinite in anticipo.

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    1. Ciao Nicla, mi spiace per questi “intoppi” che stai trovando. Certo, io chiamerei subito al Toma, ma soprattutto ne parlerei e mi farei aiutare dal ginecologo. Cosa dice? E nella tua situazione, farei l’amniocentesi. Meglio togliere ogni dubbio. Mi sembra tutto così strano. Ti penseremo con positività, facci sapere.

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  3. Sono sconcertata da quello che ci scrivi e davvero chiedere aiuto al Ginecologo. Quando ti fanno la pre intervista prima del prelievo chiedono chi sia il medico per eventuali comunicazioni. Fatti aiutare da lui

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