Dal desiderio alle due lineette

Ho sempre voluto avere figli ma fino a qualche anno fa era un desiderio astratto, mi sembrava qualcosa ancora lontano da me e dalla mia vita. Dopo essermi sposata la questione si è fatta molto più concreta: ci siamo sposati al nostro nono anniversario e di esperienze insieme, a due, ne abbiamo fatte tante. Forse i tempi per me a quel punto erano maturi, mentre mio marito (pur avendo anche lui un desiderio astratto) non mi sembrava ancora dell’idea di diventare davvero papà. Quindi ho aspettato qualche anno, fino a quando anche per lui è diventata una cosa necessaria.

Il giorno in cui abbiamo deciso di iniziare a cercare ero euforica, come se mi avessero detto che ero già un po’ mamma, perché a quel punto pensavo (e speravo) che sarebbe stato solo un ‘quando’, non più un ‘se’…

E quindi ho scandagliato la rete, acquistato un manuale sulla gravidanza fatto molto bene e cercato di capire quali fossero i primi passi a cui stare attenti.

Primo passo: niente alcolici e acido folico. Ok, non sapevo nemmeno dell’esistenza di questa sostanza ma era chiaro che andava presa da subito, ben prima di rimanere incinta, praticamente da quando si decide di cercare un figlio. Che ansia… mi sentivo già in ritardo! Ok, acido folico preso.

Secondo passo: rosolia. L’avevo fatta? Ero stata vaccinata? Chi se lo ricordava… con una scusa ho chiesto ai miei genitori tutta la mia cartella clinica da quando ero nata e l’ho studiata. Vaccinazione rosolia. Ok, ce l’avevo. Meno male.

Terzo passo: adoperarsi. Banale e divertente, penserete. E in effetti è stato così. Avevo letto che il tempo medio per concepire un bimbo era circa un anno, quindi mi son detta: ok, se non arriva subito non è un dramma, non starci male. Arriverà. Facile a dirsi… ma al primo, al secondo, al terzo mese l’arrivo del ciclo era ogni volta una delusione. Perché, inutile dirlo, quando si vuole un figlio lo si vuole SUBITO. E subito vuol dire non al terzo o al quarto tentativo, vuol dire al primo. Armàti di pazienza abbiamo provato a pensare a qualcosa che potesse aiutarci un po’. Avevo già scaricato un’app che parlava di ovulazione e indicava i giorni migliori per concepire, ma mi sembrava non funzionasse granché… così quando una coppia di nostri amici, sapendo della nostra ricerca, ci ha proposto di prestarci Persona (che in realtà è pensato esattamente all’opposto, ovvero come indicatore di ovulazione per NON avere figli) abbiamo accettato di buon grado. Perché no? E così abbiamo scoperto che in realtà i giorni che ci sembravano ‘giusti’ erano un po’ prima di quelli reali… insomma ci ha dato una gran mano.

Dopo un mese il ritardo del ciclo mi faceva ben sperare e quindi ho provato a fare il test: negativo. In più, il giorno dopo è arrivato il ciclo, ma questa volta era un ciclo un po’ strano, molto poco e marronastro. Ho pensato: che strano, ma se ho il ciclo vuol dire che non sono incinta.

Nel mese successivo verso sera mi veniva un gran mal di stomaco e a volte ero costretta a saltare la cena per la nausea. Il dubbio, dopo un po’, è salito: stai a vedere che fosse un ciclo fasullo e che il test l’ho fatto troppo presto?

Per evitare ulteriori speranze e delusioni ho deciso di aspettare il possibile ciclo successivo. Se fosse arrivato tutti i miei dubbi sarebbero svaniti, se non fosse arrivato sicuramente i tempi sarebbero stati più che maturi per un altro test. E quella notte in cui aspettavo di fare il test (perché, si sa, il test si fa con la prima pipì del mattino) dentro di me ero quasi certa che ci fosse già qualcosa.

Inutile dire che quel mattino non me lo dimenticherò mai. Mio marito dormiva ancora ma a me scappava tremendamente la pipì. Così sono andata in bagno… e ho fatto il test.

Dicono che per l’esito si debbano aspettare due minuti ma a me son bastati dieci secondi perché fosse tutto (forte e) chiaro: due lineette ben marcate erano lì, a festeggiare con noi, e io, alle 6 del mattino ero la donna più felice della terra.

Tornata nel letto non ho potuto contenere la gioia, eravamo in tre. E da lì sarebbe iniziata la nostra più grande avventura: il nostro desiderio si era fatto realtà.

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