L’alfabeto della mamma

A come Amore.
Mentre scrivo penso che la scelta di questa parola possa sembrare scontata e banale, e anche che tanto non si può spiegare, descrivere l’amore di una mamma; nessuna parola potrà mai trasmettere l’universo di emozioni che ti attraversa se solo pensi a lui… Allo stesso tempo però mi è impossibile farne a meno, e non poteva che essere la prima parola, essendo l’essenza stessa dell’essere mamma e della tua vita da quel momento in poi.
Lo ami, lo ami all’infinito dal primo istante che piomba nella tua vita, sotto forma di due striscette colorate su un test di gravidanza. Lo ami, ci parli e lo sogni per nove mesi, fantastichi su di lui, sogni ad occhi aperti momenti di una felicità talmente perfetta da farti paura. Sogni cosa vorresti per lui, e che mamma vorresti essere. Ma proprio questo amore ti costringerà, un giorno, a mettere da parte i sogni che avevi fatto su di lui, per lui, perchè lui ne avrà di propri, indipendenti dai tuoi. E il tuo amore ti chiamerà ad essere sempre al suo fianco mentre prenderà la sua strada per divenire ciò che lui ha scelto.

B come Benvenuto
Dal momento stesso in cui sai che diventerai mamma, appena il tempo di riprenderti dallo stordimento, e dal fronteggiare i milioni di domande e paure che affolleranno la tua testa, ti troverai catapultata in una nuova dimensione. Da quel momento continuerai a fare le solite cose di tutti i giorni, ma con una prospettiva diversa…
Forse come in ogni cosa, non tutte viviamo questo momento esattamente allo stesso modo, quindi posso solo limitarmi a raccontare cosa è successo a me…
Avendo a lungo sognato questa gravidanza, mi sono da subito ritrovata, in modo del tutto spontaneo e naturale, impegnata ad adottare uno stile di vita più salutare e adatto ad accogliere questa nuova parte di me…
Un po’ per scaramanzia non abbiamo fatto subito grandi acquisti… Anzi, sono arrivata con la valigia pronta un po’ troppo tardi… In compenso abbiamo comprato la cameretta, ben sapendo che non l’avremmo usata per molto, infatti a distanza di un anno è la stanza dove abbiamo ritirato le cose da tenere “fuori portata” di una piccola esploratrice…
Invece abbastanza presto mi è scattata la “sindrome del nido”…(Non l’ho inventata io, esiste davvero, l’ho letto in internet!) Quando ero a casa pulivo e ripulivo come se dovesse nascere da un momento all’altro e volevo fosse tutto perfetto e accogliente…
Insomma ho passato dei mesi bellissimi preparando me stessa, anche psicologicamente, ad accoglierla nel modo migliore possibile, e auguro a tutte voi future mammine di poter trascorrere questi mesi con serenità, perchè questo è il vostro più importante “benvenuto”, l’unico che interessi davvero al vostro bimbo. Una mamma felice e serena conta più di ogni altra cosa…

C come Consigli (non richiesti)
Eppure, prima di annunciare la tua gravidanza, non sospettavi minimamente ci fosse tanta gente, di tutte le età (anche uomini) così informati – molto più di te – su tutto… E se non lo sono in prima persona, lo è comunque la vicina di pianerottolo della cugina di secondo grado della collega dell’amica della sorella
Dai rimedi contro gli acciacchi della gravidanza ai segni inequivocabili di un parto imminente, e poi ancora, misure di bebè, percentili e curve di crescita, allattamento, singhiozzo, rigurgito, allergie, colori della pupù, ritmo sonno/veglia, malattie, svezzamento, teorie pedagogiche e metodi educativi… Anche se l’argomento preferito restano i gettonatissimi vizi…
E tu annuisci, sorridi e… “OOOOHHHMMMMM”

D come Dubbi e Domande.
Ne avrete da vendere. E cercherete di dissiparli in tutti i modi.
Anche se in fondo vi sentivate di avere piuttosto in pugno la situazione, avendo letto, durante la gravidanza, l’intera letteratura disponibile sul tema pediatria, puericoltura e prima infanzia, vi ritroverete a fare mille chiamate al pediatra, a ricorrere, vostro malgrado, al famigerato “aiuto da casa”, interpellando parenti e amici autorevoli; ma più spesso non riuscirete a resistere, e, prima di ogni altra cosa farete riferimento, in prima istanza, alla “Bibbia”.
Internet, certo.
Ma, per favore, non commettete l’ingenuità di farne menzione a parenti, amici autorevoli, e, soprattutto, al pediatra.

E come Ecografia
Ho avuto la fortuna sfacciata di aver vissuto una gravidanza perfetta, quindi non ho avuto nessun sintomo… Mai… Diciamo che fino a quando la pancia non ha iniziato a crescere e la mia bimba a “farsi sentire”, avevo quasi paura di essermi sognata quelle due benedette lineette colorate sul test, e per questo avrei fatto un’ecografia al giorno per rassicurarmi che il fagiolino effettivamente ci fosse e tutto andasse bene.
Ma non penso, per questo, di aver sentito amplificata l’Emozione di vederla, così piccola e sola, con la sua testa da extraterrestre, su quello schermo nero… Credo sia una sensazione comune a tutte. Stai diventando mamma davvero. Davvero una vita si sta formando dentro di te. Con un cuore microscopico che batte e fa già il suo dovere, e poi piano piano tutto il resto… Sei custode di un miracolo, che sta avvenendo dentro di te, attraverso di te…
Pensavo tutto questo mentre, durante l’ecografia del terzo mese, la dottoressa dal sorriso luminoso mi diceva un sacco di cose e misure, passandomi quell’aggeggio freddo sulla pancia, e a me interessava solo che quel puntino stesse bene. Però alla fine non ho potuto fare a meno di chiederle: “Non pensa anche lei che assomigli tutta a me?”
Per fortuna ha sorriso.

F come la Felicità di un
Fiocco appeso alla porta, che sembra voler dire a tutti: “abbiamo avuto la
Fortuna di aver
Formato, dal nulla, una
Famiglia“… Vivi l’intimità di attimi
Fuggenti su cui vorresti poter
Fermare il tempo per sempre… Per questo scatti
Foto a raffica…Molte uguali, ma per te rappresentano un mondo di espressioni del
Fagottino che un giorno rimpiangerai, mentre lo guardi crescere, affamato di
Futuro e di scoperta…

G come Giocare
È vero, può essere noioso, almeno dopo un po’; i neonati ad un certo punto giocano tutti assorti ripetendo decine di volte al giorno la stessa azione, la stessa cosa. E tu li guardi e pensi che sicuramente si staranno annoiando, che dopo un po’ non sai come intrattenerli… Vorresti avere sempre nuovi giochi da proporre… Ma non è questo di cui hanno bisogno; loro in questo modo stanno imparando mille cose: gesti, la conseguenza delle loro azioni, suoni, colori, consistenze e caratteristiche tattili… Come noi quando abbiamo imparato a guidare e mille altre cose che ora diamo per scontate, hanno bisogno di “esercizio” e di ripetere infinite volte…
Ma davvero non hanno bisogno di troppi giochi, la casa da esplorare è il loro mondo e sono occupati da questa attività a tempo pieno. E poi lo sappiamo che se possono scegliere tra il loro gioco e gli oggetti comuni e quotidiani…
Se ne hai la possibilità cerca, piuttosto, di condividere il tuo tempo con lui almeno un po’ al giorno… Anche se poco, l’importante è che sia di qualità. Ma dimenticati lo smartphone in un’altra stanza. Solo così ti renderai conto di quante volte, anche se assorto nel suo “lavoro”, il bimbo ti guarda, alla ricerca di uno sguardo complice, di un sorriso, di un complimento per la nuova conquista, di approvazione…

H come Hairstylist.
No, mamma. Non ti sei persa nessuna nuova teoria educativa. Sto parlando di quello che una volta chiamavamo parrucchiere.
Come ben saprai, durante la gravidanza e l’allattamento, pur se esistono diverse scuole di pensiero, sarebbero fortemente sconsigliati i trattamenti coloranti e chimici; la mia ginecologa mi aveva però dato l’ok per i colpi di sole, proprio perchè non si andava a contatto con la cute. Con il tempo sono diventata ancora più “green” (non è vero, è solo che ho sempre qualcosa di meglio e più importante da fare… ok, è pigrizia, ci sta…)
Così oggi, quasi un anno dopo l’ultima volta (che ricordo bene perché era appena prima della data presunta del termine di gravidanza) mi guardo allo specchio e i centimetri di ricrescita stanno lì, come gli anelli nel tronco degli alberi, a ricordarmi da quanti mesi li trascuro… Da una parte per autoconvincermi penso sia meglio così; la natura fa il suo corso e il portafoglio ringrazia… Mentre le altre spendono una fortuna per lo shatush, aggredendo chimicamente la chioma, io a costo zero mi sono fatta lo sciat-tush… e sono quasi sicura che alla mia bimba piaccio anche così.

I come Inizio, Intensità e Intimità.
Forse mi sbaglio, ma credo che poco importi quanto tu abbia sofferto durante il travaglio e il parto… Questo momento resetta tutto, in un secondo.
Sei la stessa persona di un istante fa eppure non lo sei più. Sei travolta da mille emozioni che ti fanno amare quel pulcino dall’aria stanca come te, in un modo intenso e totale che prima non conoscevi. Quel pulcino che di fatto è uno sconosciuto, una nuova persona che un attimo fa non c’era, anche se è come se fosse lì, non solo nella tua pancia, ma nel tuo cuore e nei tuoi pensieri dal momento in cui hai iniziato a sognarlo e desiderarlo tanto.
E dal momento che è tra le tue braccia dimentichi il dolore e restano l’intensità e intimità di questo inizio.

L come Lacrime.
Mi aveva avvisata, la dottoressa dal sorriso luminoso.
Quando all’ecografia del terzo mese le dissi che non avevo sintomi e speravo che questo bimbo sarebbe stato sempre così buono… “Non dirlo… Ne ha, di tempo, per romperti le #####…. Come mi disse mia madre: Figlia mia, non avrai più gli occhi asciutti”…
Per ora a distanza di un anno, fortunatamente ho sperimentato solo lacrime di gioia. Tante.
Quando è nata, certo, ma per un paio di mesi solo guardandola ogni giorno succedeva. Era come se il corpo ad un certo punto non riuscisse più a contenere la felicità, che da qualche parte doveva pur uscire… E quindi eccola sgorgare, sotto forma di rivoli caldi, scendere dalle guance mentre vedo tutto appannato…

M come Meraviglia e Mancanza
A costo di risultare tremendamente melensa, devo dire che le prime settimane a casa non potevo fare altro che ammirare il mio fagottino rosa mentre dormiva e chiedermi stupita se davvero quella meraviglia l’avessi “creata” io…
Dall’inizio ho trascorso le mie giornate da sola con lei, fino a sera. Rarissime le visite anche delle nonne, quindi volendo ho avuto davvero un sacco di tempo per averla tutta per me… Ricordo che non riuscivo, come saggiamente tutti consigliano, ad approfittare del suo sonno per riposare, quindi appena si addormentava cercavo di occuparmi della casa. E quando finivo, sembra assurdo anche scriverlo, ma sentivo la sua mancanza. E allora in punta di piedi la andavo a guardare, oppure riguardavo le ultime foto scattate… Ok, anche le prime.

N come Noi, Novità, Notti in bianco.
Non importa se siete una coppia di lunghissima durata e siete quindi super rodati… L’erede sconvolge la vita. C’è il rischio che papà si senta, pur non essendolo, di fatto escluso da un rapporto che soprattutto all’inizio è davvero simbiotico… Ci vuole tempo, pazienza e da parte di entrambi capacità di comprensione e ascolto, condivisione e appoggio. Perchè con il bimbo è nato anche un nuovo noi… Che comporta difficoltà e comunque un tempo di assestamento.
Tanto avrete del tempo per parlare, specialmente di notte…

O come Ostetrica
Prima di ogni altra preoccupazione per il travaglio e il parto dovete augurarvi la fortuna di trovare una persona speciale in quel momento. Perché è così che la vedrete. Una perfetta sconosciuta che ti aiuta e ti sostiene, ti incoraggia e ti rassicura nel momento di bisogno più grande che personalmente abbia sperimentato.
Come per altri lavori credo sia veramente una missione… Credo ci voglia grande pazienza e sangue freddo a gestire donne in preda al panico e al dolore, difficoltà, urla, forse a volte parolacce…
E io l’ho detto, a Elisa.
Dopo due giorni dall’inizio dell’induzione e 14 ore di travaglio, di cui molte trascorse insieme, quando ho ceduto e ho chiesto il cesareo… Non era contenta di come fosse finita, ma insieme ad un’altra (molto meno umana ed empatica) mi ha messa su una barella e mi ha accompagnata in sala operatoria.
Mentre eravamo tutte e tre in ascensore, poco prima che nascesse la mia piccola, ricordo di averla chiamata con un filo di voce e di averle detto “tu sei nata per fare questo”.
E lei ha tirato fuori uno di quei sorrisi che non dimenticherò, perchè mi hanno accompagnata tante volte nei momenti finora più intensi della mia vita.

P come Poussoirs.
Scusate il francesismo. Ma volevo sentirmi un pò intellettuale-radicalchic.
Sto parlando degli odiosi bottoncini delle tutine, che infatti esistono solo più per le tutine dei neonati. Mi è capitato, recentemente, di incappare in uno spassosissimo scritto sul tema su cui si è scomodato nientemeno che Alessandro Baricco (potete leggerlo qui). Questo a supporto della mia tesi.
Essendo gran parte delle pubblicità, soprattutto di assorbenti intimi, evidentemente studiate da uomini, i poussoirs rappresentano senza ombra di dubbio la sadica vendetta delle donne per millenni di soprusi e diseguaglianze.
Le tutine devono necessariamente essere studiate e pensate dalle donne, perché a nessun uomo verrebbe mai in mente di impegnarsi a fondo su un piano alternativo ai maledetti bottoncini. Anche se c’è da dire che la maggior parte degli stilisti sono uomini. Ma difficilmente riesco ad immaginare Dolce e Gabbana distogliere l’attenzione dai risvoltini ai pantaloni per dedicarsi all’annoso problema in grado di mettere – almeno una volta – ko ogni papà. Anche il più furbo.
Quando avranno superato la crisi li vedrete tornare con in braccio il pupo come un trofeo, e in viso un’espressione trionfante che noi donne potremmo sfoderare solo dopo essere riuscite, in mezzo ad una bufera, a montare da sole le catene da neve.

Q come Quiete.
È preziosa a tal punto che, nell’agognato momento in cui l’erede si sarà addormentato, un tacito accordo farà si che tu e papà vi ritroverete a camminare per casa come due ladri, scalzi e in punta di piedi. Quando vi incontrerete vi direte reciprocamente: “Ssssshhhhtttttttt!!!!!”.

R come Rinuncia
È vero, durante la gravidanza sono molte le cose a cui ci abituiamo a rinunciare. Per alcune sarà solo questione di pochi mesi. La maggior parte di noi pancione sente la mancanza soprattutto di un bel panino al gorgonzola o al salame, magari accompagnato da un buon bicchiere di vino. Altre cose, come il fumo e le notti brave sarebbe meglio metterle da parte, almeno per un po’. Il fumo perchè comunque fa male, le notti brave perchè tanto avrete talmente sonno che chi ci pensa più?!?

S come Sorriso
Cara mammina, non puoi essere preparata! La prima volta che il tuo cucciolo ti sorriderà in modo consapevole e non più come semplice riflesso, sentirai sciogliersi il cuore… È una meraviglia! E sarà bellissimo proprio intorno al secondo mese, quando il solo vederti al mattino gli farà spalancare i sorrisi più belli, di quelli che si fanno anche con gli occhi… Vederlo così ti ripagherà di tutta la stanchezza per il sonno perso (vedi lettera z) e non vorresti mai dormire ancora un po’ e perdertelo!

T come Travaglio
Fai bene, futura mamma, a cercare quante più informazioni possibili… Al corso preparto, da amiche e conoscenti, in rete… Ma credo, sentendo anche le storie delle mie “amiche di pancia”, che il parto e come ci si arriva, sia davvero la cosa più soggettiva. Ogni storia è a sé, quindi informati, e soprattutto verso la fine cerca di prepararti psicologicamente, ma in modo sereno. Non farti troppo impressionare dalle storie negative, ognuna di noi ha un racconto personale e diverso da tutte le altre rispetto a questo momento. Ma nessuna di noi tornerebbe mai a prima, te lo assicuro.
Certo, non sarà facile né spensierato, del resto altrimenti non si chiamerebbe così, ma “passeggiata”, però ogni corpo ha le proprie caratteristiche, ognuno una propria soglia del dolore… Ne è un esempio il futuro papà, che con 37.3 di febbre fa testamento…
Quindi quando sarà il momento resta calma e concentrata il più possibile, ricorda i consigli più preziosi e autorevoli che hai sentito, ascolta l’ostetrica, respira e ricorda che è un dolore passeggero, che ti porterà come ricompensa la tua gioia più grande!

U come Unicità
Come zia e come maestra, so quanto il tempo con i bambini trascorra alla velocità della luce. Tu ti senti sempre uguale, e ricordi con precisione il momento in cui li hai tenuti in braccio la prima volta, o quando per la prima volta li hai visti seduti così piccoli a quel banco che per loro sembrava enorme, che se si sedevano proprio bene non riuscivano a toccare terra con i piedini… Eppure loro ti crescono di nascosto, sotto al naso, e te li ritrovi ragazzini in men che non si dica. Per questo non voglio perdermi l’unicità di questo tempo con la mia bimba, e la coccolo e me la strapazzo, perché so che troppo presto avrò davanti un’adolescente saputella e presumibilmente lentigginosa che mi darà lezioni di vita, dicendomi che la opprimo… Quindi me la godo ora, ogni minuto, così quel giorno ricorderò che non è sempre stato così e che… Passerà anche quella fase.
Ma ora è un po’ presto per pensarci.
Forse.

V come Voce
Quanto è bello sentire i primi versetti, i gridolini, i primi tentativi di lallazione… Cerchi di immaginare come sarà la sua voce di bambina… Fai una montagna di video tutti uguali mentre gioca, aspettando proprio quel versetto che ti fa impazzire e che vuoi poter risentire per sempre… E quella risata incontenibile che riempie il cuore e la casa… Pensi che vorresti vederla così felice e spensierata tutta la vita.
Poi in men che non si dica la scopri logorroica come il papà, mentre tiene interminabili conferenze ai peluche e ai suoi giochi, e pensi che comunque non potrai mai stancarti di ascoltarla.

Z come Zombie
È così che ti sentirai molte mattine… Soprattutto i primi mesi.
Non perché dopo le cose migliorino, anzi.
Ma tu sarai “allenata”. Ti guarderai allo specchio e ti vedrai grigia, ti sentirai fiacca a tal punto da chiederti come arriverai a sera. Ma per fortuna Cristoforo Colombo ha scoperto l’America e quindi puoi farti un caffè. Dopo ti sentirai meglio.
“E se non bevo caffè”? Mi chiederai…
Inizia.
L’ha fatto anche il mio compagno, che l’ha sempre odiato…
Oppure trova il tuo piano B, ma…
Ce la farai!

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