Il perineo, questo sconosciuto

È da un po’ che penso da dove incominciare, da che angolatura prendere questo strano e misterioso argomento. Parto semplicemente da me e da come ho scoperto di avere “anche io” il perineo.

Ho passato tutta la gravidanza a preoccuparmi su come meglio preparare la mia bimba ed io alla sua venuta al mondo. Più a lei che a me. Ma per la prima volta, lo confesso, abituata ad una vita estenuamente frenetica, ho voluto auto-coccolarmi un po’.
Olii super idratanti, creme “elasticizzanti” e miracolose da mettere sul mio bel pancione (notare, ero una “dolce balena” che accoglieva in grembo una bimba di 4,1 kg) e sul seno, per prepararlo all’allattamento. Fatto. Ogni mattina ed ogni sera. Anche più volte. Esito: non una smagliatura sul pancione ed a 11 mesi della mia bimba, allatto ancora e non ho mai avuto ragadi o fastidi. C’è anche una buona dose di fortuna, di elasticità della pelle e penso, per il seno, di “lavoro di squadra” tra me e la mia bimba, che ha sempre ciucciato il suo amato latte correttamente.

Ho sempre cercato di mangiare sano, pensando sempre in primis a lei. Di non accantonare il mio “spirito da pellegrina”, ed il mio pancione ed io, ci siamo fatte lunghe passeggiate fino a quasi i 9 mesi di gestazione. Ho portato il mio pancione in piscina tutte le domeniche. Le balene vere, mi invidiavano lo stile!

Ho cercato di “trattarci” davvero bene.
Ma ahimè, non è bastato, per me intendo. La mia pancia pesava, tanto, sentivo tanto la pressione sull’utero. Usavo calze apposta per gestanti, per sorreggere la pancia, ma non bastavano.
Ho sottovalutato il fastidio all’utero e non ho ben compreso o voluto recepire le informazioni utili dateci durante una lezione al corso pre parto proprio sul PERINEO. Scrivendolo e pensandoci, ancora mi “tiro le orecchie” da sola.

Oltre a massaggiarmi il pancione, il seno, a passeggiare e mangiare bene, accipicchia avrei dovuto e potuto prendermi cura del mio perineo.
Mi sarei risparmiata “forse” dolori, prolassi e poco controllo della mia povera vescica.

Perineo, perineo, che non centra nulla con Pirenei, Pireo… Ma cosa sei?
Cercando tra le definizioni di perineo, quella che mi colpisce di più è: perineo è una sottile fascia di tessuto connettivo, che copre, collega e supporta i muscoli e gli organi della regione pelvica tra i quali il muscolo pubococcigeo, considerato come il muscolo più importante del pavimento pelvico poiché circonda ed organizza tre aperture essenziali: le aperture della vescica, degli organi genitali e del retto.

Vescica e retto. Rabbrividisco. Per due mesi dopo il parto purtroppo ho avuto poco controllo di queste due parti del mio corpo. Per fortuna, il retto si è sistemato da sé, ma la vescica no.

Ve lo confesso. Non ho mai pianto dopo il parto. Ho sempre tenuto botta alle notti insonni, al reflusso della mia bimba, ma quando il 13 settembre 2017 ho riprovato a “corricchiare” e dopo 100 metri da lumaca… Mi son letteralmente “fatta la pipì addosso”, non ho retto. Sono esplosa in un pianto inconsolabile.
“Perché?” mi chiedevo, “ho fatto tutto bene, mi prendo cura della mia bimba, sono un bulldozer di donna, perché non posso tornare a fare qualcosa che mi fa stare bene? Qualcosa che per me conta tanto?”. Fare sport. Muovermi. Correre.

Decido, spinta ed amorevolmente consigliata dalla nostra super mamma Francesca, di consultare una ostetrica “esperta” di questo argomento. E cambio rotta, pensiero e capisco.

La colpa era mia, non del parto che ho avuto. Non delle spinte, tante, senza vedere la testa della mia bimba. Non della episiotomia. Non della ventosa. Proprio no.
Quei dolori, soprattutto dall’ottavo mese in poi di gravidanza, il peso e la NON PREVENZIONE e cura del mio perineo, avevano portato a tutto questo.

La bravissima ostetrica mi ha insegnato a prendere coscienza dei muscoli del perineo, mettendomi semplicemente a sedere su una sedia e posizionando tra l’ano e la vulva, sí, in quello spazietto tra i due, una pallina. Chiedendomi di contrarre, ho percepito dove fosse il perineo. Insegnandomi dei massaggi da fare, proprio lí, con un olio specifico. Consigliandomi durante la giornata, in coda alle casse del supermercato, alla posta, in casa, di CONTRARRE! Starnutire, tossire, contraendo sempre! Questo è il mio motto ora!

Tanta pazienza ci vuole, non è immediato il recupero ed ognuna di noi ha i suoi tempi. Esito: il 13 gennaio 2018, ho corso, 6 km. Ed ero felice.

Evitiamoci di “invecchiare” temendo gli assorbenti per incontinenti. Mamma in gravidanza, il mio consiglio è quello di interessarti prima di partorire, di chiedere ad ostetriche od al tuo ginecologo di spiegarti come “conoscere ed amare” il tuo perineo.

Vi riporto qui un link utile di un olio idoneo al massaggio perineale e dove potrete vedere anche esempi pratici.
Cercate “Guida al massaggio perineale Weleda in pdf”.

Evviva il perineo!

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