L’autosvezzamento – istruzioni per l’uso.

Per poter iniziare serenamente l’autosvezzamento, è importante secondo me, prima di tutto, cercare di mettere da parte per quanto possibile le ansie, dando fiducia ai nostri piccoli, che ogni giorno ci sorprendono dimostrando di aver raggiunto competenze che non immaginavamo. Del resto se noi non siamo serene, rischiamo di trasmettere la stessa sensazione ai nostri bimbi.
Molti libri e siti ne parlano, citando come prerequisiti la perdita del riflesso di estrusione (il bimbo apre la bocca, ma abituato allo schema motorio della suzione, l’unico che conosce fino a questo momento, “spinge” la lingua in avanti; ve ne accorgete sentendo una specie di resistenza quando gli porgete il cucchiaino) e il fatto che il bimbo sia in grado di stare seduto da solo.
Io ho iniziato ugualmente anche se non ero ancora -esattamente- in questa fase: la mia piccola aveva ancora un po’ di questo benedetto riflesso, anche se non molto marcato, e teneva su bene la testa già da molto tempo, ma ancora non stava seduta da sola, anche se sembrava a suo agio seduta nel seggiolino.

Ecco, prima di proseguire, mi sento di consigliare, se ancora non avete fatto questo acquisto, non il seggiolone “classico”…
Io mi trovo benissimo con quello da agganciare alla sedia, ecco perché ho parlato di seggiolino. È sicuro, piccolo e maneggevole, facilmente smontabile e riponibile, insieme al suo vassoio, in una classica borsa per la spesa, occupando quindi pochissimo spazio nel bagagliaio, così potete portarlo in vacanza, dai nonni… ovunque. Ed è anche più economico.
Ma il pregio maggiore è che il bimbo può essere messo da subito “a tavola”, allo stesso livello dei genitori, soprattutto se volete provare senza vassoio (ma sempre legato, mi raccomando!). Il piccolo di casa si sente così subito accolto “tra i grandi” e partecipa… Avreste dovuto vedere che espressione quando la mia bimba si è trovata a tavola per la prima volta: i suoi occhi sembravano dire “davvero posso?!?”
Poi ovviamente per comodità ho continuato ad usarlo come un comune seggiolone, staccato da tavola, ma intanto ci guarda dalla stessa altezza, sbircia cosa facciamo, “avanza richieste”… E in futuro il seggiolino diventerà un rialzo da sedia, ad altezza regolabile.

Tornando invece alla parte pratica…
Il concetto è davvero un po’ diverso dallo svezzamento classico, e all’inizio le ansie ci saranno. Poiché si salta tutta la parte di pappette e pastine per partire ad esempio dalla pastasciutta, vi ritroverete in apnea fino a quando il vostro cucciolo non avrà ingoiato il boccone che gli avete offerto… Già, perché normalmente uno la pastasciutta la mastica. Il nostro, invece la ingoierà, esattamente come la macchinetta del caffè ingoia le monete.
Il pediatra mi ha subito rassicurata su questo punto, spiegandomi che non avrei dovuto sminuzzare il cibo a pezzetti troppo piccoli, perché in questo modo, anche se qualcosa le fosse andato di traverso, sarebbe stata in grado, con un semplice colpo di tosse, di liberarsene. Naturalmente mi ha messa in guardia da ciò che vale anche per bambini ben più grandi e anche lontano da tavola: cibi duri come ad esempio le arachidi, da cui difficilmente possono riuscire a liberarsi, oppure lisci, rotondi e abbastanza piccoli da potersi “incastrare”, come purtroppo abbiamo sentito in terribili notizie di cronaca. Purtroppo, in questa categoria rientrano molti tipi di caramelle, ma anche un sacco di piccoli oggetti che devono assolutamente essere tenuti fuori dalla portata dei nostri piccoli esploratori, specialmente quando iniziano a gattonare.
Per il resto, vale la regola del buon senso. Mangiare come noi non significa che possano mangiare da subito la carbonara o le lasagne, piuttosto dovremmo noi fare un passo indietro e mangiare come loro cibi sani, che male non può farci… Quindi banditi i fritti e gli eccessivi condimenti, dobbiamo abituare i nostri cuccioli ai gusti naturali del cibo, perciò niente sale e zuccheri (se non riuscite a rinunciarci voi fatelo almeno nella porzione destinata ai piccoli).
In poco tempo scoprirete, forse in modo più evidente che in altre situazioni che avete vissuto finora, che il cucciolo ha dei gusti tutti suoi, indipendenti dai vostri, che farà velocemente grandi progressi e avrà una gran voglia di fare da solo… E a quel punto armatevi di pazienza, quando proporrete riso o piselli ad esempio…sarà come partecipare ad un pranzo di nozze, perché vorrà raccattare e portare alla bocca ogni singolo pezzetto con le sue piccole dita…Ma sarà talmente tenero che non potrete fare altro che ammirarlo con gli occhi a cuoricino, chiedendovi se davvero quella meraviglia l’avete creata voi!
Però non voglio rovinarvi la sorpresa su ciò che invece succederà quando l’amata creatura farà con il piatto ciò che fa con qualsiasi cosa assomigli ad un contenitore pieno quando sarà preso dalla fase dello svuotamento!!!
Detto questo, buon appetito e buon autosvezzamento a tutti!

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