Dopo il parto, il ritorno a casa

Quando torniamo a casa bisognerebbe cercare di non modificare le nostre abitudini, nei limiti del possibile. Dovremmo continuare a fare quello che facevamo prima, l’arrivo di un bimbo ci riempie la vita ma non ce la deve sconvolgere.

Così mi era stato detto al corso preparto e devo dire che per il primo mese è stato pressoché impossibile: poppate a richiesta, notti sottosopra, pianti, pannolini, … insomma la nostra vita è stata abbastanza rivoluzionata. Il papà ha continuato a lavorare con gli orari di sempre e i miei genitori si sono spostati qui vicino a me per darmi una mano nelle faccende domestiche: cucinare, pulire casa, apparecchiare e sparecchiare, a volte anche stirare… insomma non ci fosse stato un aiuto esterno non so come avrei fatto. In qualche modo avrei fatto, ma sarebbe stata dura. Quindi, se posso dare un consiglio alle future mamme: cucinate, cucinate, cucinate e congelate. Il vostro freezer sarà una miniera d’oro quando è ora di mangiare ma voi siete prese da tutt’altro e non avete tempo di preparare nulla. Per la pulizia della casa, fregatevene. Ci sarà modo di pulire un giorno… e chi verrà a farvi visita di certo non starà ad indagare su quanta polvere c’è: in casa avete la star del momento!

E’ importante mantenere un benessere fisico e mentale perché se stiamo male noi e siamo nervose / ansiose trasmetteremo lo stesso ai nostri figli.

Verissimo, ma… per una come me abituata a dormire tanto è difficile saltare o quasi le notti. In più, essere sempre ‘a disposizione’ di un lattante impedisce di fare qualsiasi piano, grande o piccolo che sia. Non nego che ci siano stati momenti di sconforto, è normale, ma è fondamentale parlarne e rendere partecipe chi ci è vicino. Magari basta poco per essere aiutati (non solo dal punto di vista pratico) e col senno di poi, alla fine della fiera, sono fasi che passano. Ma quando ci si è dentro sembra di essere finiti dentro una centrifuga senza fine…

Il bimbo dovrebbe dormire in camera con noi (anche per limitare i rischi della SIDS), in uno spazio non troppo ampio (riduttore per culla) e possibilmente con un sacco nanna, altrimenti una copertina ben rimboccata.

Averlo in camera offre anche la comodità di averlo sempre sott’occhio (mai avrei pensato di chiedermi così spesso: “respira?”) e nel caso in cui voglia essere allattato non dovete alzarvi.

All’inizio tenevamo la culla accanto al letto; dal secondo mese, quando la culla è diventata piccola, abbiamo tolto una sponda al lettino e accostato quello. Salire e scendere dal letto con il lettino accostato non è la cosa più comoda del mondo (soprattutto se hai un bimbo in braccio) ma è stata la soluzione migliore che siamo riusciti a trovare.

La temperatura dell’ambiente dovrebbe essere di notte 18°, di giorno 20°.

Ci sembrerà freddo in generale, ma è così che consigliano, anche per evitare che i batteri prolifichino. Copriamoli bene e copriamoci bene anche noi! 🙂

Per il bagnetto usiamo pochi prodotti, bene acqua e sapone di marsiglia (che disinfetta ed è anti rossori), più olio prima e/o dopo.

E poi, diciamocelo, meno cose abbiamo in giro meglio è. Noi abbiamo usato un bagnoschiuma che fa anche da shampoo, a volte anche un olio per massaggi dopo il bagnetto. Per l’articolo dedicato al bagnetto clicca qui

Infine, sì ad umidificatori per ambiente ma no a profumi e olii balsamici che potrebbero innescare allergie.

Noi non ne abbiamo mai usati per il momento e non credo ne faremo uso in futuro.

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