Allattamento nei primi mesi di vita: linee guida

L’UNICEF e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno redatto un decalogo di misure che ogni struttura sanitaria deve dimostrare di rispettare prima di poter essere riconosciuta “Ospedale Amico dei Bambini”.

  • 1-2. Definire un protocollo scritto per l’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario
  • Preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo
  • 3. Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione>4. Mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno un’ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario. (IMPORTANTE)
  • 5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati
    6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica
  • 7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre (rooming-in), in modo che trascorrano insieme ventiquattr’ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale
  • 8. Incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento
  • 9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell’allattamento
  • 10. Promuovere la collaborazione tra il personale della struttura, il territorio, i gruppi di sostegno e la comunità locale per creare reti di sostegno a cui indirizzare le madri alla dimissione dall’ospedale.

In generale, se possibile, allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi, poi si può iniziare ad introdurre cibi solidi (pappe, verdure passate)

QUANTO
Regola generale per chi allatta al seno: non dobbiamo preoccuparci della quantità di latte che stanno bevendo (con la cosiddetta doppia pesata) perché si regolano da soli e sarebbe per noi una fonte inutile di stress.
Per il primo mese, a richiesta. Ovvero può essere ogni ora, ogni 2 ore, ogni 3 ore, dipende dalle esigenze del bimbo. In generale, nel primo mese ci vorrebbero 6 poppate al giorno (o alternando i seni nella stessa poppata o alternando i seni di poppata in poppata). Il latte materno viene digerito dopo un’ora quindi se piange passata quell’ora è possibile che abbia di nuovo fame: assecondiamolo. La poppata sarà abbastanza lunga (anche 30-40 minuti) e ci sembrerà di averli sempre attaccati al seno. È così, è normale, ma poi per fortuna le cose cambiano. I bimbi si fanno più forti, ciucciano di più e più in fretta.
Dal secondo mese in poi il mio bimbo ha iniziato a dormire di più, ad avere abitudini un po’ più regolari, quindi sostanzialmente mi preoccupavo che mangiasse al massimo ogni 4 ore (notte esclusa) e in ogni ciclo di 4 ore lui dormiva, mangiava ed era in attività.
Dal sesto mese abbiamo introdotto un pasto al giorno di pappe e per il resto valeva sempre la regola delle 4 ore… intorno all’ottavo mese si è assestato su due pappe al giorno (pranzo e cena), una merenda al pomeriggio con yogurt intero bianco e frutta e poppata a colazione e prima della nanna (a volte anche prima del riposino post pranzo).

COME
La buona poppata determina anche la salute del nostro seno, quindi deve attaccarsi bene, con naso e mento a contatto del seno.
3 posizioni possibili: classica, sdraiata sul fianco o rugby (in caso di parto gemellare o ingorgo mammario).
In generale, l’uso di latte artificiale non è bandito ma andrebbe moderato il più possibile, per questioni di nutrimento, di nostra produzione del latte e di svogliatezza del bimbo a succhiare dal capezzolo (più faticoso) che dal biberon.

Nei primi giorni il mio bimbo faceva fatica ad attaccarsi perché non avevo ancora il latte (quindi il suo attaccarsi gli sembrava ‘inutile’ perché non usciva nulla) e perché di mio ho sempre avuto i capezzoli abbastanza piatti, quindi non riusciva a tenere i miei capezzoli bene nella sua bocca. In questo mi hanno salvata molto i paracapezzoli in silicone, più facili da succhiare per lui. In questo modo succhiava e stimolava la produzione di latte e allo stesso tempo aiutava i miei capezzoli ad assumere la forma giusta per lui. Unico difetto: dover sterilizzare spesso i paracapezzoli per evitare infezioni, ma devo dire che mi hanno salvata avviando bene l’allattamento. Dopo 2 settimane non ce n’è più stato bisogno. Su paracapezzoli e rimedi per ragadi ed altri problemi legati all’allattamento leggi qui

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